L’articolo esamina i principi, in ambito transfer pricing e in ambito processuale, enunciati dalla Corte di cassazione nella sentenza n. 11625 del 4 maggio 2023.
Con riferimento al primo aspetto è stata rilevata l’erroneità, con riferimento agli interessi passivi dedotti da una società italiana in relazione a un finanziamento erogato dalla società capogruppo tedesca, del metodo del CUP esterno (c.d. del confronto esterno) impiegato dall’Agenzia delle entrate per l’individuazione del valore di libera concorrenza e conseguente legittimità del metodo del CUP interno.
Con riferimento all’aspetto processuale la Corte di cassazione si è pronunciata in merito agli effetti della formazione del giudicato interno.

Ciò che emerge con maggiore evidenza dall’analisi della sentenza è che la scelta del metodo appropriato dipende dal contesto specifico e dalle caratteristiche economiche rilevanti sottostanti le transazioni intercorse tra società collegate. È necessario considerare attentamente i principi delle TP Guidelines dell’OCSE al fine di effettuare una corretta analisi funzionale che garantisca la corretta applicazione del metodo selezionato.

 


Pubblicato su: Amministrazione & Finanza – 29 maggio 2023
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