Autore:Marco Peirolo

La circolare Assonime n. 21 del 26 luglio 2012, nell’illustrare le indicazioni contenute nella risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 42/2012, fornisce alcune soluzioni operative per risolvere questioni tuttora controverse in merito al regime introdotto dall’art. 27 del DL n. 78/2010, che impone ai soggetti IVA intenzionati ad effettuare operazioni intracomunitarie di richiedere, in via preventiva,l’autorizzazione dell’Agenzia delle Entrate.

Riguardo, innanzitutto, alla decorrenza della nuova disciplina, la citata risoluzione ha precisato che l’applicazione del principio di tassazione nel Paese del destinatario del bene/servizio, previsto per gli scambi intracomunitari di beni e servizi “generici”, presuppone che il soggetto passivo sia iscritto nell’archivio VIES nel momento di effettuazione dell’operazione. Nel caso di specie, riguardante l’acquisto di beni provenienti da altro Stato membro dell’Unione europea, assume quindi rilevanza il momento della consegna al cessionario italiano, ovvero – se anteriore – il ricevimento della fattura o il pagamento, in tutto o in parte, del corrispettivo.

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