Il termine carry trade si riferisce ad un modo particolare di operare sulle valute indebitandosi in quella con i tassi più bassi (funding currency) e investendo in un’ altra con rendimenti più alti (target currency). Se i mercati fossero efficienti la differenza fra i due tassi (quello “pagato” e quello “incassato”) dovrebbe essere esattamente annullata dalla svalutazione del cambio della target currency rispetto alla funding currency. E questo avviene in realtà, quando a giustificare questa differenza di tassi di interesse vi è il fatto che essi sono bassi nella moneta forte (quella del Paese con bilancia dei pagamenti in avanzo) e alti nella moneta debole (si pensi a quanto avveniva qualche anno fa sul marco tedesco rispetto alla vecchia lira). Ma talvolta avviene che i tassi di interesse siano bassi sulla moneta di un Paese debitore a motivo della debolezza della sua congiuntura economica.

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