La disciplina in materia di transfer pricing presenta numerosi profili di incertezza. Non è chiara, in primo luogo, la natura della norma: antielusiva o di sistema. Ciò con le conseguenti ricadute in materia di onere della prova e di sanzionabilità delle condotte. La circ. Agenzia Entrate n. 20/2010, in particolare, evidenzia tra le materie da controllare, con riguardo alle imprese di grandi dimensioni, anche i prezzi di trasferimento. In relazione ad essi si sta assistendo alla moltiplicazione di presunte irregolarità che, però, molto spesso sono prive di rilevanza penale. Si ricorda, infatti, che, trattandosi di valutazioni estimative, il reato di dichiarazione infedele, di cui all’art. 4 del DLgs. 74/2000, risulta neutralizzato dalle cause di non punibilità di cui all’art. 7 del DLgs. 74/2000:
– franchigia del 10% in relazione alle operazioni singolarmente considerate;
– indicazione nella nota integrativa al bilancio dei criteri di valutazione concretamente applicati.
Resta ferma, peraltro, la strada del ruling internazionale in ordine ai prezzi di trasferimento che, nonostante l’assenza di un’espressa copertura penale, dovrebbe garantire la non punibilità in forza del principio generale di “non contraddizione”.

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