La bolla delle dot com, cioè dei prezzi dei titoli tecnologici, che si era gonfiata nella seconda parte del decennio 1990 e che è esplosa nel 2000 con il crollo dei titoli azionari, e in particolare dell’indice Nasdaq, era facile da capire. Rapporto prezzi/utili alle stelle, valore di borsa di società tecnologiche che in breve superava quello della Fiat (in Italia) e quello della General Motors (in America), rialzi parabolici dei prezzi delle azioni: tutto questo faceva pensare allora che, prima o poi, ci sarebbe stato il redde rationem. E ci fu al punto che l’ indice Nasdaq 100, che pure comprendeva solo le 100 società più affermate in campo tecnologico, scese dell’ 80% (diciamo da 5000 punti a 1000) e i titoli delle piccole società subirono ribassi anche del 99%, quando non fallirono. La rottura della bolla delle dot com trascinò al ribasso anche i prezzi dei titoli di società della vecchia economia.

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