Per rispondere alla globalizzazione ed alla dematerializzazione della new economy basata su Internet, la commissione europea, nel 1985, incaricò un gruppo di esperti di studiare forme di tassazione alternativa, non più ancorate alla territorialità dell’imposta. Da tale studio nacque l’idea di “bit tax”, o tassa sul bit, vale a dire di un’imposta gravante sulla quantita di informazioni (di qualsivolgia natura) trasferite in rete. Si ricorda che il bit rappresenta l’unità di misura dei dati gestiti dai sistemi informatici e, di conseguenza, anche di quelli trasferiti in rete.

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