Il nostro ordinamento non considera il gruppo di imprese un soggetto passivo ai fini dell’imposizione sui redditi delle società. Nell’ambito della UE, come evidenzia l’analisi comparata (Paesi Bassi, Germania, Regno Unito, Francia e Danimarca), invece, è prevista una tassazione consolidata dei gruppi di imprese; a tali fini, l’area di consolidamento comprende le società del gruppo localizzate nello stesso Paese ed esclude le società del gruppo che sono residenti in paesi diversi (fatta eccezione per la Danimarca). Alla luce delle considerazioni sopra svolte, l’introduzione della tassazione a livello di gruppo anche in Italia “è, per certi versi, un passaggio obbligato”; il Cnel ha, infatti, proposto di “completare” la riforma fiscale con la tassazione a livello consolidato dei gruppi. In particolare, il Cnel consiglia un consolidamento “ai soli fini finanziari”, che consenta alle imprese residenti in Italia e facenti parte di uno stesso gruppo di “trasformare le perdite delle controllate in crediti d’imposta per la capogruppo”.

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